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Location, Matrimonio

Come trasformare la tua location in un luogo idoneo a celebrare i matrimoni civili

Possiedi una location adatta ai matrimoni e vorresti metterla a reddito? O magari sei già organizzato per ospitare i festeggiamenti, ma credi che il tuo business potrebbe crescere se potessi ospitare anche la celebrazione del rito civile? Allora ti do due notizie, una bella, e una… dipende. La buona notizia è che è possibile trasformare la tua location da matrimonio in un luogo autorizzato al disbrigo della cerimonia officiata dal sindaco o da un suo delegato, l’altra è che questa possibilità… dipende dalla volontà dell’amministrazione comunale.

La normativa

La normativa italiana di riferimento è il D.P.R. n. 396 del 3 novembre 2000 in base alla quale i matrimoni civili devono essere celebrati all’interno della Casa Comunale (cioè nel Municipio o in altri beni immobili di proprietà del Comune). In genere i Comuni hanno provveduto a impiegare a tale scopo, ove nella loro disponibilità, spazi di pregio come palazzi storici, sale affrescate, parchi, litorali…

Da qualche anno si stanno moltiplicando le location private, apparentemente non collegate con la pubblica amministrazione, in cui è possibile sposarsi, sempre alla presenza di un soggetto idoneo individuato dall’Ente Locale.

Questo è possibile grazie all’interpretazione disinvolta dell’art. 3 del citato decreto legge, che recita: “I comuni possono disporre, anche per singole funzioni, l’istituzione di uno o più separati uffici dello stato civile. Gli uffici separati dello stato civile vengono istituiti o soppressi con deliberazione della Giunta comunale. Il relativo atto è trasmesso al prefetto”.

In parole povere ogni Comune ha facoltà di “spostare” temporaneamente l’ufficio dello stato civile in altre aree rigorosamente in possesso dell’ente locale. Questa è la norma, per capirci, che consente di celebrare matrimoni in parchi, spiagge e edifici storici appartenenti alla pubblica amministrazione.

E per le location private?

Qui è dove scatta il “dipende”. Le amministrazioni locali più sensibili al business dei matrimoni e in generale a questa branca del turismo,  sono venute in contro alle esigenze degli imprenditori stipulando una convenzione di cessione a titolo non oneroso dal privato al pubblico.

In altre parole, e in via del tutto formale, il proprietario della location cede in comodato d’uso una sezione marginale della propria possidenza (un magazzino, una cantina, una stanza di servizio) al Comune, che la accetta. Da quel momento in poi il Comune possiederà  uno spazio all’interno della location che si vuole destinare alla celebrazione dei matrimoni, sul quale potrà, a richiesta, spostare temporaneamente l’ufficio di stato civile attivando il citato art. 3 ex DPR 396/2000.

Verifica se questa modalità è già presente nel tuo Comune: se lo è attivati subito per la convenzione, che per essere adottata deve essere calendarizzata e deliberata in Giunta; se non lo è, fai istanza all’amministrazione, magari coordinandoti con i tuoi colleghi.

E se il Comune è ostile?

In questo caso l’unica possibilità è quella di ricorrere al così detto Matrimonio Laico-Umanista, che consiste nel disbrigare le formalità legali nella Casa comunale, in presenza dei soli testimoni, e poi ricelebrare, in presenza degli invitati, nella tua location.

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